Intervista a Marco Pusterla: FISM Rimini 2015

Come molti di voi sapranno dal 6 all’11 Luglio si è tenuto a Rimini il F.I.S.M, il campionato del mondo di Magia.

Noi ci siamo stati ed abbiamo incontrato nuovi e vecchi amici.

In particolare abbiamo incontrato Marco Pusterla a cui abbiamo chiesto se voleva rispondere a delle nostre domande “Post-Fism”.

L’intervista merita una lettura attenta perché Marco ci ha detto cose interessanti, non banali e molto stimolanti.

Ma iniziamo con ordine… Chi è Marco Pusterla?
Marco è un prestigiatore professionista, collezionista, storico della magia, consulente magico per alcuni artisti, autore ed editore di Ye Olde Magic Mag rivista periodica sulla Storia della Magia e il mondo del collezionismo magico. Ha un’esperienza più che trentennale nella magia, che spazia dal close-up alle grandi illusioni. Vive e lavora in Inghilterra.

Ciao Marco hai partecipato al FISM da collaboratore dell’organizzazione ci puoi dire esattamente quali sono stati i tuoi compiti?

La mia collaborazione con l’organizzazione è stata molto ridotta: mi sono occupato di tradurre alcuni conferenzieri in Italiano: Raymond Crowe, Rob Zabrecky, Gaetan Bloom, David Stone, David Williamson. Ho poi tradotto la presentazione del libro sul FISM, di Aldo Ghiurmino, con Max Maven. Sin dal 2008 ho fatto traduzioni al congresso di Saint Vincent, organizzato da Masters of Magic, essendo bilingue Inglese-Italiano.

Secondo te è un’occasione importante per un prestigiatore (sia amatore che semiprofessionista o professionista) partecipare al FISM, anche rispetto ad altri congressi per maghi più piccoli a livello nazionale?

Il FISM è certamente un congresso unico al mondo, in quanto attira numerosi visitatori da tutto il mondo, cosa che non accade con i congressi nazionali o locali. La cosa unica del FISM è il concorso, nel quale si possono vedere coloro che nei prossimi anni diventeranno le star del magia, coloro di cui si andrà ad ascoltare le conferenze o si compreranno i DVD didattici. Queste cose non avvengono nei congressi nazionali o, perlomeno, quasi nessun congresso ha una così grande concentrazione di future star. Quindi, per un amatore il FISM è interessante per capire ed avere un’anteprima di ciò che la magia offrirà nei prossimi anni, mentre per un professionista, il FISM dà la possibilità di vedere dal vivo futuri concorrenti e di “tastare” il terreno dell’intrattenimento professionale.

E ancora, quali sono secondo te congressi a livello internazionale a cui non si deve mancare (IBM, SAM, GENII, BLACKPOOL, congressi nazionali europei)

Secondo me, ognuno deve andare al congresso che meglio copre i propri interessi: se io sono interessato al close-up, allora il congresso a cui non mancare è il Mac Millan di Londra (International Magic Day) che, secondo me, è uno dei congressi da frequentare almeno una volta nella vita. Se a me interessa vedere materiale nuovo, effetti magici da acquistare e da aggiungere (potenzialmente) al mio repertorio, allora il congresso di Blackpool è il posto dove andare. Se mi interessa la storia della magia, allora dovrei visitare il Los Angeles Magic History Conference, e così via. Tutti gli altri congressi si somigliano, ripetendo la stessa formula (gala, conferenze, concorsi) e quindi uno vale l’altro. L’unica eccezione che mi sento di fare è forse MAGIC! Live, al quale non ho ancora partecipato ma che, sulla carta, è un ottimo congresso.

Se dovessi dare un priorità alle cose da seguire al FISM fra concorsi, conferenze, gala, fiera magica, one man show, social time, quale sarebbe?

Sicuramente, per il FISM, la priorità deve essere data ai concorsi. Purtroppo, molti conferenzieri oggi presentano materiale già noto, materiale che hanno fatto in conferenza negli anni (decadi!) passati, o di cui vendono DVD o download. I gala del FISM, sovente, non sono all’altezza di alcuni numeri del concorso e, francamente, dopo aver visto magia per un giorno intero, non ho tanta voglia di vederne altra alla sera. Personalmente, in ogni congresso io favorisco l’aspetto sociale, l’incontrarmi con amici che non vedo dall’ultimo congresso, discutere di lavoro con colleghi, ed approfondire discussioni che forse sono rimaste in sospeso. Ma nel mio caso, ho visto tanta magia nella mia vita, e continuo a vederla quotidianamente, ho tradotto molte conferenze, ho lavorato con molti artisti, quindi è forse logico, per me, favorire l’aspetto sociale. Credo la prorità dipenda da dove uno sia sul suo cammino magico: una persona all’inizio dello studio della magia forse preferirà le case magiche e le conferenze; un mago già “sazio” di trucchi troverà più interessanti concorsi e spettacoli, e così via. Ma, in un FISM, i concorsi sono il punto di forza.

Ho notato che alcuni gruppi si muovevano nel FISM con uno spirito di squadra, organizzati, faccio l’esempio della Corea (ragazzi che animavano i banchetti dei dealers, ragazzi che guardavano i concorsi, ragazzi che partecipavano ai concorsi, ecc).
E’ forse questo il vero spirito della partecipazione al FISM? In fondo è un vero campionato mondiale della magia.

Ogni congresso è più interessante se vissuto con amici, sia uno o due, che un gruppo. Questo permette di non sentirsi soli, di non sentirsi isolati, e di non perdere niente, in quanto qualcuno può vedere un concorso mentre altri assistono alla conferenza e poi ci si scambia le impressioni. Non solo la Corea ha avuto questo approccio: in Italia, il gruppo magico di Trieste è andato al FISM in 12 persone e, secondo me, hanno avuto un’esperienza migliore di chi vi è andato da solo. L’essere in un gruppo protegge se, come è il caso di molti maghi, si è timidi, ma anche ti impedisce di fare nuove conoscenze, di confrontarti con altre persone, di conoscere altre culture e, a volte, ti fa mancare la novità che forse avresti apprezzato da solo, in quanto lo spirito di gruppo tende ad uniformare le opinioni. Secondo me, comunque, partecipare ad un congresso in gruppo è sicuramente positivo. Il problema è quello di avere un gruppo di amici a priori del FISM, un gruppo con cui si stia bene e con cui si sia “sulla stessa lunghezza d’onda”.

Cosa pensi riguardo alla magia giudicata da altri maghi? Non è strano che un esibizione artistica venga giudicata? Dall’altra parte della strada in fiera Rimini si svolgeva il Campionato italiano di ballo da sala, ma si possono paragonare le due attività?

La domanda può essere controversa… la magia, secondo me, DEVE essere giudicata da maghi ESPERTI, se si vuole riconoscere l’aspetto magico e premiare il lungo lavoro tecnico dietro ad esso. Un giudizio di solo pubblico premierebbe forse l’intrattenitore o la spettacolarità di un numero e questo non stimolerebbe i giovani a lavorare duramente sulla loro tecnica, sulla loro presentazione e su tutto ciò che è alla base della buona magia. Il rischio di un premio tecnico è quello che il vincitore non sia particolarmente commerciale e che la sua magia non sia apprezzata dal pubblico. Ma non tutti i vincitori di premi magici (FISM e non solo) hanno come sogno quello di una carriera da mago professionista, uno dei lavori più duri del mondo dello spettacolo ed adatto solo a chi ha una ben definita personalità. Molti sono contenti di proseguire la loro carriera da impiegato sapendo di aver vinto un premio magico ad un certo punto della loro vita, piuttosto che abbandonare questa carriera per diventare prestigiatore professionista. Il giudizio FISM, inoltre, è molto accurato, con punteggi su ogni aspetto dell’esibizione, cosa che il pubblico normale non sarebbe in grado di giudicare. Mi chiedi di confrontare un concorso di magia con uno di ballo da sala: non vedo nessuna differenza. Chi va a fare un concorso ha studiato, si è preparato con quello scopo in testa ed è giusto che sia giudicato per il lavoro che ha fatto. Chi va a ballare al centro sociale, in balera, etc. non lo fa con lo stesso spirito e la stessa determinazione di chi va a competere ed è quindi giusto che lo sforzo fatto per preparsi per il concorso sia giudicato professionalmente.

E’ sempre una mia impressione ma ho notato pochi italiani e comunque conosco tante persone a Milano appassionati di magia che non hanno preso minimamente preso in considerazione l’idea di andarci nonostante la ghiotta occasione di averlo in Italia a Rimini, se sei dello stesso parere a cosa pensi sia dovuto?

Al FISM c’erano circa 300 italiani, pochini. Una parte del problema, parlando con molti, erano i costi d’iscrizione al congresso, costi ritenuti eccessivi da molte persone che, a questi avrebbero dovuto aggiungere vitto ed alloggio per una settimana. Obiettivamente, in questi anni l’Italia non se l’è vista bene dal punto di vista economico e per molti la crisi si fa sentire e spendere €650 più altri €800 di sussistenza per una settimana di “divertimento” è sicuramente difficile da giustificare. Poi, forse per qualcuno ci sono motivi personali, di poca “simpatia” con l’organizzazione del congresso, che ha fatto loro decidere di non partecipare a questo evento unico per il nostro paese. Io accetto le decisioni di tutti e sono certo che gli assenti non rimpiangono di aver mancato un evento unico nella storia della magia in Italia.

Dovessi chiederti un bilancio su questa edizione sia dal punto di vista artistico che organizzativo?

Molti si sono lamentati dell’organizzazione di questo FISM, della presenza di Mediaset a registrare il concorso, del mancato rispetto delle postazioni VIP, del layout della sala, etc. È impossibile accontentare tutti, soprattutto quando si ha un pubblico di 3000 persone, ma io credo che dal punto di vista organizzativo Rolfo ed il suo team abbia fatto quanto di meglio fosse possibile nel Palacongressi di Rimini. Questo non è il posto ideale per uno show di magia, per la creazione di un “teatro magico” e secondo me l’organizzazione ha fatto il meglio che fosse possibile dati i problemi logistici. Certamente, alcune cose potrebbero essere state fatte meglio e qui il problema sta nel fatto che organizzare un congresso a Saint-Vincent, dove il 90% dei congressisti è Italiano, è molto diverso dall’organizzare un evento dove la maggior parte del pubblico non è Italiana, dove ci si deve scontrare con culture diverse, con lingue diverse, con aspettative diverse. Questa era forse la maggior pecca organizzativa: il non essere pronti ad accogliere stranieri.
Dal punto di vista artistico, credo che questo sia stato il “FISM dei catafalchi”, con artisti che ormai hanno una lunga carriera alle spalle e di cui si sarebbe potuto fare a meno. Quando ho iniziato a far magia io, David Williamson stava venendo fuori come mago, Paul Daniels era all’apice della sua carriera, Vito Lupo stava rinnovando la magia e Franz Harary iniziava con le sue illusioni originali. Sono passati 35 anni e questi artisti sono ancora qui (per non parlare degli altri catafalchi del FISM). Mentre da un lato è giusto ammirare queste persone, per la loro abilità, capacità di intrattenimento, ed originalità, sarebbe opportuno avere la voglia di rischiare con i giovani, con nuovi artisti che possono rinnovare l’arte magica come queste persone hanno fatto tanti anni fa. Anche se adoro questi artisti (mi ricordano la mia giovinezza 🙂 ), la loro presenza a Rimini non dava nulla di nuovo al lato organizzativo. Certo, c’erano alcuni “giovani”, ed anche qui alcuni di questi sono ben noti, avendo già partecipato a precedenti edizioni di Masters of Magic (Xavier Mortimer, per esempio) o ben noti grazie a YouTube/Facebook (Yan Yan Ma), ma erano l’eccezione piuttosto che la regola.

Su facebook gira molto materiale sulla polemica innescata da Juan Maioral, puoi dirci la tua?

La storia di Mayoral, come vista dal pubblico, è stata molto semplice: lui è salito in scena per presentare il suo numero dal concorso, ma poi l’ha interrotto dicendo che non era venuto per esibirsi in uno studio televisivo ma in un teatro, e se n’è andato con ovazioni del pubblico. Personalmente, non ero in sala quando l’evento è successo, quindi non ho una testimonianza di prima mano: sembra le cose siano state più complicate ed ogni voce che si legge in giro ha un’opinione diversa. I motivi dietro l’azione di Mayoral mi sono oscuri (la moglie si è esibita il giorno prima senza problemi, lui era arrivato dalla Spagna con la musica già tagliata, sapeva da tempo che ci sarebbe stata la TV, aveva richiesto mezz’ora per settare il palco e questo – giustamente – gli era stato negato), ma sono sicuro che neanche tutto il pubblico che si è alzato in piedi abbia capito il motivo di Mayoral. Molti erano scontenti di una serie di cose al FISM, dalla presenza della TV, alla corsa alle poltrone, dalla sala allo stesso livello alla scarsa comunicazione da parte dell’organizzazione, quindi hanno visto in Mayoral un mezzo per dare voce alle loro frustrazioni. Personalmente, credo che la magia in teatro sia destinata a scomparire e che si dovrebbe abbracciare di più l’idea di esibirci in televisione o via piattaforme digitali: studiando la storia della magia vedo che questa è l’evoluzione logica e naturale dell’esibizione magica. Il rifiutare la televisione è un errore enorme, per un professionista. Un prestigiatore che voglia vivere di questo mestiere deve raggiungere quanto più pubblico possibile. Houdini attirava migliaia di persone alle sue evasioni all’aperto, e poi andava diretto in teatro. Di queste migliaia di persone, non tutti compravano un biglietto per lui: come anche in televisione, molti usufruivano dello spettacolo gratuito ma non avrebbero comprato il biglietto per quello spettacolo. Ciò che è ancora un problema oggi, ancora più di ieri, è la forma di retribuzione dell’artista che presta la sua arte in TV o su YouTube. Siamo ancora troppo legati a vecchi modelli di retribuzione artistica che non premiano, anzi danneggiano, l’artista la cui immagine sia disponibile in televisione. Fino a quando questo modello non cambierà, allora i Mayoral avranno ragione a sentirsi intrappolati da un meccanismo che non è adatto ad un artista visuale.
Un’altra cosa che vorrei dire è che anche al FISM dovrebbe adattare il concorso alle necessità del mercato magico internazionale, forse organizzando due concorsi, uno per esibizioni dal vivo ed uno per esibizioni in TV, di cui il secondo dovrebbe vedere i giudici eseguire il proprio lavoro davanti ad un monitor e giudicare l’aspetto “televisivo” del concorrente. La televisione richiede cose diverse da uno spettacolo dal vivo: finché non ce ne rendiamo conto, ne saremo sempre succubi.

Grazie ancora a Marco Pusterla..se volete commentare questo articoli ci può fare solo piacere.

Stefano Di Pumpo.

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Commenti

  • Stefano
    Rispondi

    Ciao a tutti.
    Ho avuto la possibilità di partecipare (come spettatore) al mio primo – ed ho paura, purtroppo anche ultimo- FISM. E sono contento perchè ho avuto modo di dare un volto e stringere la mano a Marco, fino a quel momento solo un personaggio virtuale (dai tempi del Sortilegio).
    Complimenti a Stefano Di Pumpo e a Marco Pusterla per questa interessantissima intervista che mi ha fatto rivivere i bei momenti passati la, e mi ha permesso di valutare e vedere sotto altri aspetti, una manifestazione cosi imponente come il FISM (o LA fism?).
    Avrei una domanda (solo curiosità): ma chi si esibisce al concorso, ad esempio da scena, deve presentare un numero INDEDITO o può essere comunque un numero che già porta in giro (per intenderci al festival di Sanremo il brano che si porta deve essere inedito e non ancora presentato al pubblico…)?
    Ciao e complimenti ancora per l’intervista.

    • Team School

      Ciao Stefano. Il numero non deve essere inedito. Infatti il più delle volte è un numero già presentato in altri concorsi. Spesso la giuria ha già visto il numero negli anni precedenti e magari ne apprezza il miglioramento. È chiaro che il numero ero non deve essere una cop9a di qualche altro numero.